venerdì 6 aprile 2007

Verità avverse ad una spiegazione logica vol. I

L'Incipit di oggi: se come punto di pressione scegli l'area corrispondente all'individuo x con l'intento di farlo precipitare su di una succosa merda, ne cagionerai anche tu il danno con gli schizzi subiti.

-Come mai i giovani che possono vantare di possedere ancora parecchi anni di esperienze, momenti tristi e felicità, insomma di vita sono quelli con minore riguardo alla propria vita mentre gli anziani, che meno anni da perdere hanno a loro conto sono quelli con maggiore timore e riguardo verso la propria persona?
Invecchiando ordunque si diventa saggi? Non del tutto.

-Perchè la serie di attenzioni rivolte ad una persona ritornano al mittente nella forma di calci in culo? La proprietà di conversione spesso è a due sensi, quindi i ruoli possono invertirsi a seconda delle necessità momentanee dell'egoismo umano.
Un'altra teoria inspiegabile che in molti casi corrisponde a verità.

martedì 3 aprile 2007

Interferenze

Stupiti da quei momenti in cui ci si perde in un pensiero ove tutto scompare in una cappa di distrazione inghiottito dal fulcro di un ragionamento, rimanendoci per diverso tempo evitando il ridestarsi dei sensi. E cogliere cose che neppure nei giorni più lucidi si erano presentate alla luce di un momento così per come sono.
I punti di vista conseguentemente mutano grazie alle ombre proiettate dagli spigoli che il mio io smussa quotidianamente senza pietà di sorta.
E spesso mi fermo a pensare a come la mente umana sia una macchina con presunto controllo di chi la adopera dato che è sempre presente la rara eppur palpabile possibilità di perderlo. Eppur il modo per aumentarne la manovrabilità è proprio superare quei limiti a cui siamo abituati, anche poco per volta ogni giorno.
Oppure possiamo farci fare un bel lavaggio del cervello da Maria de Filippi:
lei di lavaggi ha l'aria di chi se ne intende, sarà che si muove come il manico di un mocio vileda.
Lascio le mie testimonianze a Michele Cucuzza, sarà suo compito informarvi pubblicamente nel caso io tiro le cuoia.
In previsione di tale eventualità, preparatevi l'occorrente per brindare.
Ora torno nel loculo.

venerdì 16 marzo 2007

Non vedi, non vedi non vedi non vedi?

No raga, mi è tornata in mente la bellezza dei salici piangenti. TRIIISTIII e malinconici forse, sarà che ora sono allegro e tutto sembra fico che poi ha un pò di aria emo come pianta e mi degrada l'autostima. Però apprezzo e mi ricorda l'infanzia al parco Biberach (lo Zoo de Berlino ce fa na pippa). Ed io che sto qua e parlo di cazzate mentre mi aspettano ma quando sei fuori è proprio una droga che arroga il diritto al derelitto di immaginare e farsi aspettare così penano le anime mentre faccio il pusillanime. Cazzo esci, cazzo esci ma come cazzo faccio a uscire che non mi reggo in piedi e non vedi dal barcollare il malaffare dell'alterare il proprio stato con alcol in moro irragionato.
Esci va, esci, cristo!

venerdì 16 febbraio 2007

Curiosità maniacale

Così assale il fervore di disconoscere il torpore nello schioccare di sinapsi che non trovano pace nel forzare ed incrinare l'ossatura di un guscio fragile per espandersi in direzioni tentacolari. Per incanalarsi in intenzioni che sfrecciano ad uopo di sopraelevata metropolitana gremita di pensieri pendolari alle fermate di ogni check point che desta attenzione. Si perde la visione dell'inutile circostante sfuggente tipico delle alte velocità per correre verso la fermata, fino al via e ritira ventimila lire. Che le ghiandole surrenali canalizzino l'adrenalina al capo facendolo esplodere come un urlo nell'oblio, che il cervello si possa dimenare come un maglio pneumatico su qualche indifeso pezzo di metallo duttile.
Ultimamente ho solo progetti in testa e questo è tutto quello che mi sovviene di essa:
Sta diventando un feroce divoratore affamato di nuove esperienze.
Difficilmente avrà pace, con tutto ciò che c'è ancora da spolpare intorno.
E ad ogni pasto ha sempre più fame, perchè incontentabile e volubilmente crudele.
Si... così.

domenica 17 dicembre 2006

E queste parole canto e cantai

Un tempo ridevo soltanto
a veder l'incanto di noi
vestiti di piume e balocchi
con bocche a soffietto
e rossetto negli occhi

scimmie, vecchiette obbedienti
e cavalli sapienti
sul dorso giocar
ridere era come amar

poi ripetendo il mestiere
s'impara il dovere di recitar
e pompa il salone il suo fiato
e il riso è sfiatato dal troppo soffiar
di creta mi pare il cerone
s'appiccica al volto
il mal del buffone
ridere vorrei stasera
ridere vorrei per me

Un Due Tre!
all'erta gli elefanti in piedi
saltino le pulci avanti
attenti passa il domatore!!
L'anima che ride
ride e sempre riderà
come una preghiera

i trapezi ronzavano elettrici
uccelli di piuma di un mondo di luna
legati i compagni per mano
libravan da pesci
vicini e lontano
si sfioran d'un tratto i due bracci
appesi nell'aria
come due stracci
sul sangue buttarono rena
ed entran di corsa i pagliacci.

E sempre ridere per compiacere
la sala piena da mantenere
che bello udire
l'applauso ilare
gonfiar la sala
scacciare il male
e sempre cedere con batticuore
a sogni e parole
da far scoppiare!!


Il padrone ha la tuba allungata
ed ha baffi arditi
e in fondo già sa
che restiamo alla frusta qui uguali
felici e incapaci di esser normali
e allora ridano gli altri stasera
e allora ridano gli altri di noi
e allora ridano gli altri stasera
ridano gli altri per noi.

lunedì 11 dicembre 2006

"Se questa è la miseria mi ci butto con dignità da Rey"

Ciao, fugace sogno di notte inoltrata che bussi alle porte del mio spirito.
Mi lasci quel pensiero di bello che invade il risveglio, una mattutina uscita che questa volta non distrugge la fantasia: adesso è notte ed ancora sto divagando su di te, contorto rompicapo che non ha ancora levato le tende da me e credo mai le leverà.
Da tanto la mia psiche si aggrega alla milizia delle menti avverse alla ragione, non cerco motivazioni della tua comparsa così come quella di avvenimenti e persone del mio percorso. Non mi arrovello sul perchè, ma su ciò che mi causa, sia per la sua inevitabile caduta sempre in tempo presente, sia per concentrarmi su ciò che conta maggiormente: più risposte e meno domande.
Così mi accontento di averti vissuto senza averti necessariamente compreso, ricordando nuovamente che modalità del genere avvengono anche nelle quotidianità, facezie o meno.
Un pò come questi mesi, che un pò mi stupiscono e mi fanno sognare
o che un pò mi disilludono e mi lasciano concretizzare:
come al solito livelli di vita sinusoidali.

lunedì 4 dicembre 2006

Lievi tonalità scure di volti infossati

Raggiriamo i satiri di questo girone folle che si traspone al reale
accucciati come belve in posizione di attacco coperti dal folto fogliame
raccogliamo la densa vita come polline di fiori sorti sul violento metallo
con quest'animo saturnino perso nell'estasi di un ritualistico ballo
non siamo molti ma vorremmo ululare i nostri perchè alla vicina ma scostante luna
un pò per volta si ergono i membri dispersi di questa razza oscurata di bruma
siamo i figli del caos in perenne lotta contro l'accanita indole
non viviamo mai in pace e raramente cediamo alla verità delle favole.