Un tempo ridevo soltanto
a veder l'incanto di noi
vestiti di piume e balocchi
con bocche a soffietto
e rossetto negli occhi
scimmie, vecchiette obbedienti
e cavalli sapienti
sul dorso giocar
ridere era come amar
poi ripetendo il mestiere
s'impara il dovere di recitar
e pompa il salone il suo fiato
e il riso è sfiatato dal troppo soffiar
di creta mi pare il cerone
s'appiccica al volto
il mal del buffone
ridere vorrei stasera
ridere vorrei per me
Un Due Tre!
all'erta gli elefanti in piedi
saltino le pulci avanti
attenti passa il domatore!!
L'anima che ride
ride e sempre riderà
come una preghiera
i trapezi ronzavano elettrici
uccelli di piuma di un mondo di luna
legati i compagni per mano
libravan da pesci
vicini e lontano
si sfioran d'un tratto i due bracci
appesi nell'aria
come due stracci
sul sangue buttarono rena
ed entran di corsa i pagliacci.
E sempre ridere per compiacere
la sala piena da mantenere
che bello udire
l'applauso ilare
gonfiar la sala
scacciare il male
e sempre cedere con batticuore
a sogni e parole
da far scoppiare!!
Il padrone ha la tuba allungata
ed ha baffi arditi
e in fondo già sa
che restiamo alla frusta qui uguali
felici e incapaci di esser normali
e allora ridano gli altri stasera
e allora ridano gli altri di noi
e allora ridano gli altri stasera
ridano gli altri per noi.
domenica 17 dicembre 2006
lunedì 11 dicembre 2006
"Se questa è la miseria mi ci butto con dignità da Rey"
Ciao, fugace sogno di notte inoltrata che bussi alle porte del mio spirito.
Mi lasci quel pensiero di bello che invade il risveglio, una mattutina uscita che questa volta non distrugge la fantasia: adesso è notte ed ancora sto divagando su di te, contorto rompicapo che non ha ancora levato le tende da me e credo mai le leverà.
Da tanto la mia psiche si aggrega alla milizia delle menti avverse alla ragione, non cerco motivazioni della tua comparsa così come quella di avvenimenti e persone del mio percorso. Non mi arrovello sul perchè, ma su ciò che mi causa, sia per la sua inevitabile caduta sempre in tempo presente, sia per concentrarmi su ciò che conta maggiormente: più risposte e meno domande.
Così mi accontento di averti vissuto senza averti necessariamente compreso, ricordando nuovamente che modalità del genere avvengono anche nelle quotidianità, facezie o meno.
Un pò come questi mesi, che un pò mi stupiscono e mi fanno sognare
o che un pò mi disilludono e mi lasciano concretizzare:
come al solito livelli di vita sinusoidali.
Mi lasci quel pensiero di bello che invade il risveglio, una mattutina uscita che questa volta non distrugge la fantasia: adesso è notte ed ancora sto divagando su di te, contorto rompicapo che non ha ancora levato le tende da me e credo mai le leverà.
Da tanto la mia psiche si aggrega alla milizia delle menti avverse alla ragione, non cerco motivazioni della tua comparsa così come quella di avvenimenti e persone del mio percorso. Non mi arrovello sul perchè, ma su ciò che mi causa, sia per la sua inevitabile caduta sempre in tempo presente, sia per concentrarmi su ciò che conta maggiormente: più risposte e meno domande.
Così mi accontento di averti vissuto senza averti necessariamente compreso, ricordando nuovamente che modalità del genere avvengono anche nelle quotidianità, facezie o meno.
Un pò come questi mesi, che un pò mi stupiscono e mi fanno sognare
o che un pò mi disilludono e mi lasciano concretizzare:
come al solito livelli di vita sinusoidali.
lunedì 4 dicembre 2006
Lievi tonalità scure di volti infossati
Raggiriamo i satiri di questo girone folle che si traspone al reale
accucciati come belve in posizione di attacco coperti dal folto fogliame
raccogliamo la densa vita come polline di fiori sorti sul violento metallo
con quest'animo saturnino perso nell'estasi di un ritualistico ballo
non siamo molti ma vorremmo ululare i nostri perchè alla vicina ma scostante luna
un pò per volta si ergono i membri dispersi di questa razza oscurata di bruma
siamo i figli del caos in perenne lotta contro l'accanita indole
non viviamo mai in pace e raramente cediamo alla verità delle favole.
accucciati come belve in posizione di attacco coperti dal folto fogliame
raccogliamo la densa vita come polline di fiori sorti sul violento metallo
con quest'animo saturnino perso nell'estasi di un ritualistico ballo
non siamo molti ma vorremmo ululare i nostri perchè alla vicina ma scostante luna
un pò per volta si ergono i membri dispersi di questa razza oscurata di bruma
siamo i figli del caos in perenne lotta contro l'accanita indole
non viviamo mai in pace e raramente cediamo alla verità delle favole.
domenica 3 dicembre 2006
Battiti di Denti Tremendi
Il ronzio da motore che pulsa nella mente spossata
gode con calma del piacere di una lenta decadenza
fatica a ragionare sottolineandosi in una lenta parlata
ma non vuole nulla mentre si culla nell'indifferenza
puoi apprezzare tutti i bisbigli della città addormentata
non riesci più ad intravedere il reale in stato di sobrietà
il coito cerebrale di scatole cinesi interlacciabili in cascata
che enunciano blasfemie verso la consapevole moralità
Lo senti? E' il ritmo variante della vita che ti domina.
gode con calma del piacere di una lenta decadenza
fatica a ragionare sottolineandosi in una lenta parlata
ma non vuole nulla mentre si culla nell'indifferenza
puoi apprezzare tutti i bisbigli della città addormentata
non riesci più ad intravedere il reale in stato di sobrietà
il coito cerebrale di scatole cinesi interlacciabili in cascata
che enunciano blasfemie verso la consapevole moralità
Lo senti? E' il ritmo variante della vita che ti domina.
venerdì 1 dicembre 2006
Temprano por la tarde y por la noche, el sueño de ti
"So come inside
and touch my body
release your better
and forget...
the pain of the day"
Finita un'altra settimana e finite altre tensioni
finita fretta e ansia finite le preoccupazioni
Altro tempo e spazio che non deve forzarsi
allegrie e passioni che non vogliono fermarsi
vedo tanti chilometri tra questo momento ed una fine
sfruttare i momenti di naturalezza privi di pantomime
quanta vita che mi riserva il prossimo domani
che sia ardente risolutezza o pensieri vani
solo un pò di rimpianto per tutti gli anni sprecati
a non comprendere la natura dei miei stati
Cosa posso farci se vorrei fermare la gente per strada per strappargli un sorriso
volti monolitici e corrucciati si frappongono tra me e la semplicità di un pò di umanità
cosa posso farci se nessuno capisce
come posso io dispiacermi se a nessuno poi dispiace.
and touch my body
release your better
and forget...
the pain of the day"
Finita un'altra settimana e finite altre tensioni
finita fretta e ansia finite le preoccupazioni
Altro tempo e spazio che non deve forzarsi
allegrie e passioni che non vogliono fermarsi
vedo tanti chilometri tra questo momento ed una fine
sfruttare i momenti di naturalezza privi di pantomime
quanta vita che mi riserva il prossimo domani
che sia ardente risolutezza o pensieri vani
solo un pò di rimpianto per tutti gli anni sprecati
a non comprendere la natura dei miei stati
Cosa posso farci se vorrei fermare la gente per strada per strappargli un sorriso
volti monolitici e corrucciati si frappongono tra me e la semplicità di un pò di umanità
cosa posso farci se nessuno capisce
come posso io dispiacermi se a nessuno poi dispiace.
lunedì 27 novembre 2006
Immetti anche tu un pò di disillusione nel nervo ottico
Udite udite, stasera sono stato al cinema, luogo che solitamente mi tedia.
Il film di Martin Scorsese visionato anche se non ha quel memorabile dei titoli blasonati come Taxi Driver o Toro Scatenato è fruibile. Departed anzichè adagiarsi al solito infiltrato non si accontenta e ne propone ben due: di fazioni opposte ed ognuno in terra nemica. Finale inaspettato e che lascia soddisfatti, specie per chi odia Di Caprio dai tempi di Titanic. Lode speciale alla colonna sonora.
E Cinelandia è quel crogiuolo di volti noti da domenica sera con cui fare due chiacchiere che non ti lasciano nulla: parole vuote e che non appagano.
Meglio aver passato il resto della serata in piazzetta a fantasticare, cazzeggiare e pensare. E a decidere che è ora di ritornare a provare: mercoledi si suona di nuovo, halleluja.
Di questa domenica invece non mi rimane altro che andare a dormire.
E pensare che la nostra giornata è un alzare e chinare il capo come quello dei girasoli, avviati ed interrotti dal moto solare. Era bello quando non avevi impegni, potevi sopravvalere sulla regola e continuare la vita notturna. Ma la sveglia suonerà alle 6 e non ci sono energie per proseguire.
Vorrei avere più tempo per fare tutto ma o manca o lo gestisco male.
A volte mi distraggo con le immaginarie stronzate che partorisco. Ma anche la mia psiche ha bisogno di visioni distorte ed inconcludenti.
Passo e chiudo.
Il film di Martin Scorsese visionato anche se non ha quel memorabile dei titoli blasonati come Taxi Driver o Toro Scatenato è fruibile. Departed anzichè adagiarsi al solito infiltrato non si accontenta e ne propone ben due: di fazioni opposte ed ognuno in terra nemica. Finale inaspettato e che lascia soddisfatti, specie per chi odia Di Caprio dai tempi di Titanic. Lode speciale alla colonna sonora.
E Cinelandia è quel crogiuolo di volti noti da domenica sera con cui fare due chiacchiere che non ti lasciano nulla: parole vuote e che non appagano.
Meglio aver passato il resto della serata in piazzetta a fantasticare, cazzeggiare e pensare. E a decidere che è ora di ritornare a provare: mercoledi si suona di nuovo, halleluja.
Di questa domenica invece non mi rimane altro che andare a dormire.
E pensare che la nostra giornata è un alzare e chinare il capo come quello dei girasoli, avviati ed interrotti dal moto solare. Era bello quando non avevi impegni, potevi sopravvalere sulla regola e continuare la vita notturna. Ma la sveglia suonerà alle 6 e non ci sono energie per proseguire.
Vorrei avere più tempo per fare tutto ma o manca o lo gestisco male.
A volte mi distraggo con le immaginarie stronzate che partorisco. Ma anche la mia psiche ha bisogno di visioni distorte ed inconcludenti.
Passo e chiudo.
sabato 25 novembre 2006
Narcotizzati come assumere Mastro Lindo formula al Limone
Come scalpito che martedi arriva il libro simbolo di una cosa che volevo fare da tanto tempo:
imparare il tedesco. L'ho sempre trovato affascinante per la sua durezza di pronuncia e per la logica dei costrutti. Amo le canzoni in tedesco, eppure non ne so neanche una parola. E' ora di dare una svolta anche a questo. Ci vorrà il suo tempo, ovviamente.
Ieri sera dopo cena della ditta si è proseguito sciallosamente al le macabre, serata so easy.
Sono parecchi mesi che al sabato sera esco, stavolta non ne ho tutta questa voglia, sarà perchè un pò di malattia mi debilita e perchè ho una voglia matta di suonare la chitarra.
Entro alcuni minuti dovrò decidere circa il semper fatidico sabato sera.
Ed è anche quasi un anno che non ho un rapporto serio con una ragazza, dopo l'annata di visissitudini passate con l'ultima mi mancano altri bei momenti, sarà che in questo periodo sono di carattere troppo difficile. Inutile forzare le cose, continuo a vivere egualmente bene anche se con qualche nostalgia.
Ma ora è appunto il momento della narcotizzazione mastrolindo limone:
E se una mattina torni a casa e c'è Margherita Hack che fa colazione in cucina con la TUA tazza preferita ed intingendoci un pan di stelle ti chiede se hai mai visto lo spettro elettromagnetico di una supernova, allora comincia a chiederti LA VERA NATURA del tuo pusher.
Un pò come sotto gli effetti della roboante morning glory, nel momento in cui si corre la maratona di new york nel tuo corridoio. Oppure stai marciando su un tapis roulant con un paesaggio di new york a scorrimento continuo. E se le metropoli ti fanno schifo e questo scenario ti inquieta, puoi solo andare al parco e dare un pò di segale da mangiare ai pterodattili.
Il problema vero però non consiste nel fatto che gli pterodattili si siano estinti (allarmismi vaghi degli animalisti) ma che lo pterodattilo per tornare in volo può solo posarsi in luoghi come scogliere, rupi o altri luoghi in cui sia presente un discreto dislivello. Allora scarto l'ipotesi di cercare un posto adatto e mi concentro sulla direzione in cui va la mia vita. Ma sono ancora narcotizzato e non vi trovo un percorso, come annaspando nello stomaco di un marinaio ricolmo di rhum e succhi gastrici mentre doma la propria nave in balia di una tempesta.
Ho un pò di mal di testa e vorrei solo andare a bere una cioccolata calda. Ma da quando qui su Tatooine il bar di Jabba the Hutt ha cambiato gestione ed ha una caffetteria da schifo non posso fare altro che prendere le chiavi del millennium falcon gentilmente prestato da han solo (momentaneamente assente causa periodo di disintossicazione in comunità) e fare un salto in qualche bella spiaggia cubana. Credo di essere in salvo, quando si fa mezzogiorno però il sole scotta. E lì avviene il pacco, mi si ferma davanti un vu cumprà e ci mettiamo a parlare. Gli chiedo il perchè della stranezza del suo accento e mi dice che è di madre algerina e padre klingon. E rimango estasiato da questo mondo multietnico del meltin' pot e lui approfitta della mia ingenuità per rifilarmi una crema abbronzante tarocca. Me la spalmo, ahimè mi accorgo solamente dopo che per le pelli umane non è molto indicata, visto l'inadatto ph della crema, gentilmente informato da un turista tedesco che è a base di diarrea.
E solo ora mi accingo a fare protesta alla federconsumatori.
Al giorno d'oggi neanche più dei vù cumprà intergalattici puoi fidarti.
imparare il tedesco. L'ho sempre trovato affascinante per la sua durezza di pronuncia e per la logica dei costrutti. Amo le canzoni in tedesco, eppure non ne so neanche una parola. E' ora di dare una svolta anche a questo. Ci vorrà il suo tempo, ovviamente.
Ieri sera dopo cena della ditta si è proseguito sciallosamente al le macabre, serata so easy.
Sono parecchi mesi che al sabato sera esco, stavolta non ne ho tutta questa voglia, sarà perchè un pò di malattia mi debilita e perchè ho una voglia matta di suonare la chitarra.
Entro alcuni minuti dovrò decidere circa il semper fatidico sabato sera.
Ed è anche quasi un anno che non ho un rapporto serio con una ragazza, dopo l'annata di visissitudini passate con l'ultima mi mancano altri bei momenti, sarà che in questo periodo sono di carattere troppo difficile. Inutile forzare le cose, continuo a vivere egualmente bene anche se con qualche nostalgia.
Ma ora è appunto il momento della narcotizzazione mastrolindo limone:
E se una mattina torni a casa e c'è Margherita Hack che fa colazione in cucina con la TUA tazza preferita ed intingendoci un pan di stelle ti chiede se hai mai visto lo spettro elettromagnetico di una supernova, allora comincia a chiederti LA VERA NATURA del tuo pusher.
Un pò come sotto gli effetti della roboante morning glory, nel momento in cui si corre la maratona di new york nel tuo corridoio. Oppure stai marciando su un tapis roulant con un paesaggio di new york a scorrimento continuo. E se le metropoli ti fanno schifo e questo scenario ti inquieta, puoi solo andare al parco e dare un pò di segale da mangiare ai pterodattili.
Il problema vero però non consiste nel fatto che gli pterodattili si siano estinti (allarmismi vaghi degli animalisti) ma che lo pterodattilo per tornare in volo può solo posarsi in luoghi come scogliere, rupi o altri luoghi in cui sia presente un discreto dislivello. Allora scarto l'ipotesi di cercare un posto adatto e mi concentro sulla direzione in cui va la mia vita. Ma sono ancora narcotizzato e non vi trovo un percorso, come annaspando nello stomaco di un marinaio ricolmo di rhum e succhi gastrici mentre doma la propria nave in balia di una tempesta.
Ho un pò di mal di testa e vorrei solo andare a bere una cioccolata calda. Ma da quando qui su Tatooine il bar di Jabba the Hutt ha cambiato gestione ed ha una caffetteria da schifo non posso fare altro che prendere le chiavi del millennium falcon gentilmente prestato da han solo (momentaneamente assente causa periodo di disintossicazione in comunità) e fare un salto in qualche bella spiaggia cubana. Credo di essere in salvo, quando si fa mezzogiorno però il sole scotta. E lì avviene il pacco, mi si ferma davanti un vu cumprà e ci mettiamo a parlare. Gli chiedo il perchè della stranezza del suo accento e mi dice che è di madre algerina e padre klingon. E rimango estasiato da questo mondo multietnico del meltin' pot e lui approfitta della mia ingenuità per rifilarmi una crema abbronzante tarocca. Me la spalmo, ahimè mi accorgo solamente dopo che per le pelli umane non è molto indicata, visto l'inadatto ph della crema, gentilmente informato da un turista tedesco che è a base di diarrea.
E solo ora mi accingo a fare protesta alla federconsumatori.
Al giorno d'oggi neanche più dei vù cumprà intergalattici puoi fidarti.
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